DPR n. 613 del 21 settembre 1994


Regolamento recante norme concernenti la partecipazione delle Associazioni

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l'art. 87 della Costituzione;

Visti gli articoli 4, comma 3, e 18 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;

Vista la legge 11 agosto 1991, n. 266;

Visto l'art. 11 del decreto-legge 26 maggio 1984, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 1984,

n. 363;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 febbraio 1990, n. 112, recante regolamento concernente

istituzione e organizzazione del Dipartimento della protezione civile nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei

Ministri;

Vista l'ordinanza del Ministro per il coordinamento della protezione civile 30 marzo 1989, n. 1675/FPC, pubblicata

nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1989, concernente l'attuazione del citato art. 11 del decreto-legge 26

maggio 1984, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 1984, n. 363, in materia di volontariato di

protezione civile;

Considerata la necessità di emanare il regolamento previsto dall'art. 18, comma 3, della citata legge 24 febbraio

1992, n. 225;

Visto l'art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Ritenuto necessario adeguarsi agli indirizzi tracciati dalla legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di

contenimento di spesa e di riordino degli organi collegiali;

Uditi i pareri del Consiglio di Stato, espressi nelle adunanze generali del 25 febbraio 1993 e del 24 giugno 1993;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 agosto 1994;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;

Emana Il Seguente Regolamento:

Art.1 Iscrizione delle associazioni di volontariato nell'elenco del Dipartimento della protezione civile.

1. Ai fini dell'applicazione del presente regolamento, sono considerate associazioni di volontariato di protezione

civile quelle associazioni costituite liberamente e prevalentemente da volontari, riconosciute e non riconosciute,

che non abbiano fini di lucro anche indiretto e che svolgano o promuovano attività di previsione, prevenzione e

soccorso in vista o in occasione di calamità naturali, catastrofi o altri eventi similari, nonché di formazione nella

suddetta materia.

2. Presso il Dipartimento della protezione civile viene predisposto e periodicamente aggiornato un elenco delle

associazioni di volontariato di cui al comma 1, a fini ricognitivi della sussistenza e dislocazione sul territorio

nazionale delle associazioni medesime, fermi restando gli obblighi di iscrizione ai registri generali delle

organizzazioni di volontariato previsti dall'art. 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266 . All'iscrizione provvede il

Dipartimento della protezione civile sentito il prefetto competente per territorio che si esprime in merito alla

sussistenza dei requisiti di moralità, affidabilità e capacità operativa delle associazioni (2/a).

3. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contenute nel presente regolamento, le associazioni di volontariato di

protezione civile possono chiedere l'inserimento nell'elenco di cui al comma 2. La richiesta, sottoscritta dal

legale rappresentante, corredata dei documenti previsti dalla circolare applicativa di cui al successivo comma 5

del presente articolo, deve essere inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della

protezione civile.

4. Le associazioni locali, aderenti ad associazioni nazionali, possono presentare la richiesta di cui al comma 3 per

il tramite delle associazioni nazionali.

5. Ai fini di una omogenea rilevazione dei dati relativi alle associazioni richiedenti e della loro successiva

elaborazione ed utilizzazione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile,

provvede all'emanazione di una circolare, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, contenente le modalità

procedurali cui debbono attenersi le associazioni di volontariato nella presentazione delle domande di cui al

comma 3 del presente articolo ed all'art. 2, comma 6, del presente regolamento.

Art.2 Concessione di contributi finalizzati al potenziamento delle attrezzature ed al miglioramento della

preparazione tecnica.

1. Il Dipartimento della protezione civile può concedere, ai sensi di quanto previsto dall'art. 18, lettera a), della

legge 24 febbraio 1992, n. 225 , contributi finalizzati al potenziamento delle attrezzature ed al miglioramento

della preparazione tecnica, alle associazioni di volontariato di cui all'art. 1.

2. Per potenziamento delle attrezzature si intende il raggiungimento di un livello di dotazione di apparati

strumentali più elevato rispetto a quello di cui l'associazione dispone.

3. Per miglioramento della preparazione tecnica si intende lo svolgimento delle pratiche di addestramento e di

ogni altra attività - ivi inclusa quella di formazione - atta a conseguire un miglioramento qualitativo ed una

maggiore efficacia dell'attività dispiegata dalle associazioni. Tali attività debbono espletarsi nel rispetto delle

linee di indirizzo e dei piani formativi teorico-pratici indicati dal Dipartimento della protezione civile che, allo

scopo di verificare esigenze e risultati conseguibili, può organizzare corsi sperimentali.

4. La concessione dei contributi di cui al comma 1 del presente articolo, nel rispetto delle disposizioni previste dal

presente regolamento e dalla circolare di cui all'art. 1, comma 5, può essere disposta in misura non superiore al

50 per cento del fabbisogno risultante da documentata richiesta.

5. Nella concessione dei contributi di cui al comma 1 del presente articolo si tiene conto dell'eventuale

concessione di contributi o agevolazioni finanziarie da parte di altre amministrazioni pubbliche al medesimo

titolo, ovvero da parte dei privati. A tal fine l'istante deve indicare i contributi e le agevolazioni ricevute con

dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà allegandola alla domanda di cui al comma 6. L'ammontare

complessivo dei contributi pubblici e/o privati non può superare l'importo della spesa effettivamente sostenuta

dall'associazione con riguardo al medesimo progetto di potenziamento delle strutture o di miglioramento della

preparazione tecnica.

6. La richiesta per la concessione dei contributi di cui al comma 1 del presente articolo è formulata dalle

associazioni di volontariato mediante domanda compilata in conformità al modello fissato nella circolare di cui

al precedente art. 1, comma 5, ed inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della

protezione civile, corredata della documentazione prevista nei successivi articoli 3 e 4, nonché nella medesima

circolare.

Art.3 Documentazione da allegare alla domanda per la concessione di contributi per il potenziamento delle

attrezzature.

1. Per la concessione dei contributi finalizzati al potenziamento delle attrezzature le associazioni, aventi titolo a

norma dell'art. 2, devono presentare la domanda in conformità al modello di cui alla circolare prevista all'art. 1,

comma 5, del presente regolamento, accompagnata da una relazione tecnico-esplicativa circa le attrezzature da

acquisire in relazione alle possibili o prevedibili modalità operative di impiego. Qualora il Dipartimento della

protezione civile ritenga che la documentazione sia carente, richiede la necessaria integrazione entro trenta

giorni dalla ricezione della domanda.

2. Ai fini della concessione dei contributi in questione è necessaria l'acquisizione del parere della competente

prefettura e dell'ufficio tecnico erariale territorialmente competente in merito alla congruità del preventivo di

spesa relativo alla dotazione strumentale da acquisire. Viene inoltre acquisito il parere della regione o provincia

autonoma competente ai fini dell'opportuno coordinamento con i programmi di finanziamento previsti in sede

locale. Detti pareri debbono essere allegati alla domanda presentata dall'associazione interessata ai sensi dell'art.

2, comma 6, del presente regolamento e vanno rilasciati dagli enti e dagli uffici di cui innanzi entro trenta giorni

dalla richiesta.

Art.4 Documentazione da allegare alla domanda per la concessione di contributi per il miglioramento della

preparazione tecnica.

1. Per la concessione dei contributi finalizzati al miglioramento della preparazione tecnica, le associazioni aventi

titolo a norma dell'art. 2 debbono presentare la domanda in conformità al modello di cui alla circolare prevista

dall'art. 1, comma 5, del presente regolamento, corredata di:

a) una relazione esplicativa circa la tipologia e la natura delle attività di addestramento od altra attività

tendente al conseguimento di una maggiore efficienza od efficacia delle attività dell'associazione

richiedente;

b) un'analisi costi-benefici relativa alle finalizzazioni da perseguire in relazione alla possibilità di impiego

delle associazioni e alle esigenze del territorio.

2. Se il Dipartimento della protezione civile ritiene che la documentazione sia carente, richiede la

necessaria integrazione entro trenta giorni dalla ricezione della domanda. 3. Ai fini della concessione dei

contributi in questione è necessaria l'acquisizione del parere della competente prefettura e di altre pubbliche

amministrazioni competenti in relazione alla tipologia delle attività tendenti al miglioramento della

preparazione tecnica; ai fini del coordinamento con i programmi di formazione previsti in sede locale viene

acquisito il parere delle regioni o delle province autonome interessate. Detti pareri debbono essere allegati alla

domanda presentata dall'associazione interessata ai sensi dell'art. 2, comma 6, del presente regolamento e vanno

rilasciati dagli enti e dagli uffici di cui innanzi entro trenta giorni dalla richiesta.

Art.5 Criteri di concessione dei contributi.

1. Ai fini della concessione dei contributi di cui all'art. 2, comma 1, del presente regolamento, il Presidente del

Consiglio dei Ministri o un suo delegato determina annualmente, a valere sulle somme disponibili sul pertinente

capitolo di bilancio, le quote da destinare, rispettivamente, al potenziamento delle attrezzature ed al

miglioramento della preparazione tecnica

2. I parametri di valutazione per la concessione dei contributi riguardano:

a) il maggior grado di rischio presente nel territorio dove l'associazione richiedente opera;

b) il minor grado di efficienza delle strutture di protezione civile nella zona, anche in considerazione del

rapporto costi-benefici dell'intervento per il quale viene richiesto il contributo;

c) la consistenza di altri eventuali precedenti contributi concessi dal Dipartimento ovvero da altre pubbliche

amministrazioni.

3. Nei limiti degli stanziamenti di cui al comma 1 del presente articolo il Presidente del Consiglio dei Ministri o un

suo delegato, esaurita l'istruttoria, delibera sulle richieste di contributo presentate, entro il 31 dicembre di

ciascun anno

4. Entro cinquanta giorni dalla data di cui al comma 3, l'amministrazione espleta l'istruttoria delle richieste e

predispone il piano di ripartizione dei finanziamenti, sulla base dei parametri indicati nel comma 2. Il piano di

ripartizione viene approvato dal Presidente del Consiglio dei Ministri o da un suo delegato nei quindici giorni

successivi e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

5. Nel termine di quindici giorni dall'approvazione del piano dei finanziamenti, viene data comunicazione a

ciascuna associazione di volontariato del provvedimento motivato di ammissione parziale o totale o di

esclusione dal contributo stesso.

Art.6 Contenuto del provvedimento per la concessione del contributo.

1. Il provvedimento di concessione del contributo previsto dall'art. 5, comma 1, è emesso sulla base del piano di

ripartizione di cui al comma 5 del medesimo articolo alla stregua dei criteri e delle procedure previsti al

precedente art. 5.

2. Il provvedimento di cui al comma 1 prevede inoltre:

a) l'obbligo di tenere in efficienza e di non distogliere dalla prevista utilizzazione il macchinario o le

attrezzature di natura durevole senza esplicita autorizzazione da parte del Dipartimento della protezione

civile per un periodo di tre anni dalla data di acquisizione dei predetti macchinari o attrezzature. Tale

obbligo sussiste anche nel caso di anticipato scioglimento dell'associazione o trasferimento dei beni

acquisiti ad altra associazione. L'obbligo di cui al presente comma può cessare con provvedimento del

Presidente del Consiglio dei Ministri o di un suo delegato nei casi in cui la distrazione dall'uso originario

sia connessa ad un progetto di ristrutturazione o di successivo improcrastinabile potenziamento,

preventivamente autorizzati dal Dipartimento della protezione civile;

b) l'obbligo, nel caso di beni mobili registrati, di intestazione all'associazione nella persona del presidente protempore;

c) l'osservanza delle norme generali, anche comunitarie;

d) le modalità di erogazione del contributo medesimo;

e) l'obbligo di realizzare l'iniziativa entro un termine stabilito prorogabile solo per fatti non imputabili

all'associazione.

Art.7 Accertamenti sulla realizzazione dell'iniziativa.

1. Il Dipartimento della protezione civile può disporre accertamenti volti a verificare l'avvenuto potenziamento

delle attrezzature in conformità alla documentazione prodotta all'atto della domanda, nonché il rispetto

dell'obbligo di cui all'art. 6, comma 2, lettera a).

2. Per l'effettuazione di tali accertamenti il Dipartimento della protezione civile si avvale di funzionari tecnici ed

amministrativi del Dipartimento medesimo.

3. Eventuali violazioni delle prescrizioni contenute nel provvedimento di concessione del contributo determinano:

a) la revoca, da parte del Dipartimento della protezione civile, del contributo finanziario accordato;

b) l'avvio della procedura per il recupero del contributo o dell'acconto sul contributo già erogato, maggiorato

dei relativi interessi al tasso legale.

4. Nei casi di violazioni commesse con dolo o colpa grave il Presidente del Consiglio dei Ministri o un suo

delegato dispone, con provvedimento motivato, da comunicare alla competente prefettura, alla regione, alla

provincia autonoma, l'esclusione dell'associazione dalla concessione di contributi per la durata di cinque anni.

Eventuali richieste avanzate nel predetto quinquennio sono considerate irricevibili.

5. Verifiche ed accertamenti possono essere, altresì, disposti dal Dipartimento della protezione civile, con le

medesime modalità di cui al comma 2 del presente articolo, al fine di accertare il regolare svolgimento delle

attività dirette al miglioramento della preparazione tecnica, disponendosi nei casi di accertata violazione e

secondo la gravità, i provvedimenti previsti nei commi 3 e 4.

Art. 8 Partecipazione delle associazioni di volontariato all'attività di predisposizione ed attuazione dei piani di

protezione civile - Forme e modalità.

1. Ai fini di cui al comma 1 dell'art.14 ed al comma 3 dell'art. 15 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, le

associazioni di volontariato di protezione civile, ciascuna nel proprio ambito territoriale di operatività,

forniscono al prefetto ed al sindaco ogni possibile e fattiva collaborazione. I compiti delle associazioni di

volontariato, in emergenza, vengono individuati nei piani di protezione civile in relazione alla tipologia del

rischio da affrontare, alla natura ed alla tipologia delle attività esplicate dall'associazione.

2. Ai fini della partecipazione alla predisposizione dei piani di protezione civile di cui al comma 1, le associazioni

di volontariato di protezione civile presentano al prefetto ed al sindaco, per l'ipotesi in cui il comune si sia

dotato di strumenti di pianificazione, proposte di interventi operativi corredate di ogni utile elemento di

valutazione.

3. Ai fini di cui al comma 2 e con riguardo alla predisposizione ed alla attuazione dei piani di protezione civile, le

associazioni di volontariato sono in particolare tenute a comunicare:

a) il numero dei volontari aderenti ed il numero dei dipendenti;

b) la specialità individuale posseduta nel contesto del gruppo operativo ed il grado di responsabilità rivestito

all'interno del gruppo medesimo;

c) la dotazione dei mezzi, delle attrezzature di intervento, delle risorse logistiche, di comunicazione e

sanitarie, nonché la reperibilità del responsabile;

d) la capacità ed i tempi di mobilitazione;

e) l'ambito territoriale di operatività.

4. Le associazioni di volontariato partecipano all'attuazione dei piani di protezione civile secondo le istruzioni e

con le modalità previste nei medesimi piani.

Art.9 Modalità di intervento delle associazioni di volontariato nelle attività di previsione, prevenzione e

soccorso.

1. Le associazioni di volontariato di protezione civile di cui all'art. 1 del presente regolamento prestano la loro

opera in base a esplicita richiesta dell'autorità competente in materia di previsione, prevenzione e soccorso sul

territorio.

2. Ove, peraltro, aderenti ad una o più associazioni si trovino sul luogo al momento del verificarsi di un'emergenza

nell'assoluta impossibilità di avvisare le competenti pubbliche autorità, possono intervenire per affrontare

l'emergenza fermo restando l'obbligo di dare immediata notizia dei fatti e dell'intervento alle autorità di

protezione civile cui spetta il coordinamento e la direzione degli interventi di soccorso.

Art.10 Disciplina relativa all'impiego delle associazioni di volontariato nelle attività di soccorso, simulazione,

emergenza e formazione teorico-pratica.

1. Ai volontari aderenti ad associazioni di volontariato inserite nell'elenco di cui all'art. 1, comma 2, impiegati in

attività di soccorso ed assistenza in occasione di pubbliche calamità, autorizzate dal Dipartimento della

protezione civile, o dalla competente prefettura vengono garantiti, entro i limiti delle disponibilità di bilancio

esistenti, relativamente al periodo di effettivo impiego che il datore di lavoro è tenuto a consentire, per un

periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a novanta giorni nell'anno:

a) il mantenimento del posto di lavoro pubblico o privato;

b) il mantenimento del trattamento economico e previdenziale da parte del datore di lavoro pubblico o privato;

c) la copertura assicurativa secondo le modalità previste dall'art. 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266 , e

successivi decreti ministeriali di attuazione.

2. Per le attività di simulazione di emergenza e di formazione teorico-pratica, autorizzate preventivamente dal

Dipartimento della protezione civile, sulla base della segnalazione della competente prefettura, i benefici di cui

al comma 1 si applicano per un periodo non superiore a dieci giorni continuativi e fino ad un massimo di trenta

giorni nell'anno.

3. Ai datori di lavoro pubblici o privati dei volontari di cui al precedente comma, che ne facciano richiesta, viene

rimborsato l'equivalente degli emolumenti versati al lavoratore.

4 Le attività di simulazione di emergenza (prove di soccorso ed esercitazioni di protezione civile) vengono

programmate annualmente a cura del Dipartimento della protezione civile sulla base delle comunicazioni

pervenute dalle prefetture e dalle associazioni interessate a svolgere detta attività. Gli scenari di tali attività ed i

calendari-programma delle relative operazioni, con l'indicazione del numero dei volontari partecipanti e del

preventivo delle spese rimborsabili ai sensi dell'art. 11, nonché di quelle riferite al comma 1 del presente

articolo, debbono pervenire almeno sei mesi prima dello svolgimento delle prove al Dipartimento della

protezione civile, che se ne riserva l'approvazione e l'autorizzazione fino a due mesi prima dello svolgimento

delle prove medesime. La richiesta al datore di lavoro per l'esonero dal servizio dei volontari dipendenti da

impiegare in attività addestrative o di simulazione di emergenza deve essere avanzata almeno quindici giorni

prima dello svolgimento della prova dagli interessati o dalle associazioni cui gli stessi aderiscono.

5 Dopo lo svolgimento delle attività di simulazione o di addestramento o dopo la cessazione dell'emergenza, le

associazioni interessate faranno pervenire al prefetto competente una relazione conclusiva sull'attività svolta,

sulle modalità di impiego dei volontari indicati nominativamente e sulle spese sostenute, corredate della

documentazione giustificativa. Tale relazione, a cura del prefetto medesimo dovrà essere inoltrata, corredata da

eventuali osservazioni e valutazioni, al Dipartimento della protezione civile.

6 Ai fini del rimborso della somma equivalente agli emolumenti versati ai propri dipendenti che abbiano

partecipato alle attività di cui al comma 1, il datore di lavoro presenta istanza al Dipartimento della protezione

civile per il tramite della prefettura competente. La richiesta deve indicare analiticamente la qualifica

professionale del dipendente, la retribuzione oraria o giornaliera spettantegli, le giornate di assenza dal lavoro, e

l'evento a cui si riferisce il rimborso, nonché le modalità di accreditamento del rimborso richiesto.

7 Le disposizioni di cui al presente articolo, nonché dell'art. 11, si applicano anche nel caso di iniziative ed

attività, di cui al comma 1 del presente articolo, svolte all'estero, purché preventivamente autorizzate dal

Dipartimento della protezione civile.

8 Per lo svolgimento delle attività di cui al presente articolo le associazioni devono adeguare l'equipaggiamento

dei propri aderenti ed i mezzi impiegati alle disposizioni emanate dal Dipartimento della protezione civile.

Art.11 Rimborso alle associazioni di volontariato delle spese sostenute nelle attività di soccorso, simulazione,

emergenza e formazione teorico-pratica.

1. Il Dipartimento della protezione civile provvede a rimborsare alle associazioni di volontariato di protezione

civile inserite nell'elenco di cui all'art. 1, comma 2, del presente regolamento impiegate nelle attività di soccorso

autorizzate ed in quelle, pure autorizzate, preventivamente, di simulazione di emergenza e di addestramento, le

spese, entro i limiti delle disponibilità di bilancio esistenti e per le attività preventivamente autorizzate relative

a:

a) carburante consumato dagli automezzi utilizzati, documentato sulla base del chilometraggio effettivamente

percorso e da liquidare a seguito di presentazione delle fatture di pagamento o secondo le tariffe previste

dalla normativa vigente;

b) eventuali danni o perdite subite dalle attrezzature e dai mezzi utilizzati non dipendenti da dolo o colpa

grave;

c) altre imprevedibili necessità comunque connesse alle attività predette.

2. L'ammissibilità e l'entità dei rimborsi di cui alle lettere b) e c) del comma 1 sono valutate sulla base della

documentazione giustificativa presentata (fatture, denunce alle autorità di pubblica sicurezza, certificazioni

pubbliche).

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della

Repubblica italiana, E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 21 settembre 1994

SCALFARO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei ministri