Il rischio nucleare


Le sorgenti del rischio

Dopo l’incidente occorso nel 1986 alla centrale nucleare di Chernobyl e la moratoria sull’impiego del nucleare ad uso pacifico in seguito agli esiti del referendum popolare del 1987, l’Italia ha interrotto l’attività delle proprie centrali nucleari di potenza, costruite a partire dagli anni ’60. Attualmente esse sono in fase di chiusura definitiva e smantellamento.

Nonostante ciò, la popolazione italiana continua ad essere soggetta ad un rischio di incidente radiologico o nucleare, a causa della presenza di centri di ricerca che adoperano reattori nucleari (sebbene di potenza assai piccola), di impianti di lavorazione e depositi di materiale radioattivo e nucleare, e della possibilità che in alcuni porti possa attraccare naviglio straniero a propulsione nucleare. Per tutti questi impianti, le prefetture competenti hanno elaborato appositi piani locali di emergenza.
In realtà lo scenario più gravoso riguarda la possibilità che si verifichi un incidente in un impianto nucleare posto in territorio estero, specialmente se l’impianto è ubicato a meno di 200 km dal confine nazionale.
Entro tale distanza sono attive tredici centrali nucleari di potenza, site in Francia (sei), Svizzera (quattro), Germania (due) e Slovenia (una).

Il piano nazionale di emergenza nucleare

Un incidente ad una delle centrali menzionate rappresenta lo scenario di riferimento del “Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche”, rivisto e approvato con il decreto del Presidente del consiglio dei Ministri del 19 marzo 2010.
 
Il Piano attuale, che ha revisionato il precedente del 1996, individua e disciplina le misure necessarie per fronteggiare gli incidenti che avvengono in impianti nucleari di potenza ubicati al di fuori del territorio nazionale, tali da richiedere azioni di intervento coordinate a livello nazionale.
 
Nel documento sono riportate le azioni che le Autorità statali e locali devono intraprendere per limitare gli effetti della diffusione di una eventuale nube radioattiva e le procedure per l’attivazione e il coordinamento delle principali componenti del Servizio nazionale della protezione civile.
Il Piano indica le modalità per la diffusione delle informazioni tra le Autorità e alla popolazione che può essere coinvolta dall'incidente.

Nella redazione del documento si è tenuto conto anche della normativa emanata dopo il 1996 riguardante il ruolo delle Regioni e degli enti locali nella pianificazione di emergenza e le recenti disposizioni in materia di protezione civile.
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Cosa fare durante un'emergenza radiologica

E’ necessario precisare che non tutti gli incidenti che avvengono in impianti nucleari provocano un rilascio di radiazioni all’esterno. L’incidente potrebbe essere contenuto all’interno dell’impianto e non porre rischi per la popolazione.
Per questo motivo, in caso di evento incidentale, è importante restare in ascolto delle televisioni e delle emittenti radiofoniche locali. Le autorità locali forniranno specifiche informazioni ed istruzioni.
Gli avvisi diramati dipenderanno dalla natura dell’emergenza, da quanto rapida sarà la sua evoluzione e dalla eventuale quantità di radiazioni che dovesse essere prossima a diffondersi.
Se viene diramato l’ordine di evacuare la propria abitazione o il luogo di lavoro, è importante adottare i seguenti comportamenti:
· prima di uscire, chiudere le porte e le finestre;
· tenere chiusi i finestrini della propria vettura e spento l’impianto di aerazione;
· ascoltare la radio per avere le informazioni sulle vie di evacuazione e altre informazioni utili.
Se non viene diramato l’ordine di evacuazione:
· restare in ambienti chiusi;
· chiudere le porte e le finestre;
· spegnere gli impianti di aria condizionata e tutti i sistemi di presa d’aria esterna;
· spostarsi se possibile in ambienti seminterrati o interrati.
In ogni caso, è importante non utilizzare il telefono, compreso il cellulare, se non è assolutamente necessario: le linee telefoniche saranno indispensabili per le chiamate di emergenza e di soccorso.
Se si sospetta di essere stati esposti a radiazioni, è utile:
· fare una doccia completa;
· cambiare gli abiti e le scarpe;
· riporre gli abiti utilizzati in un sacco di plastica;
· sigillare il sacco e lasciarlo fuori della propria abitazione.
E’ inoltre importante riporre gli alimenti in contenitori chiusi o in frigorifero, tenere sempre a portata di mano una radio a batterie, mettere al riparo il bestiame fornendogli foraggio di magazzino.