L'attività di prevenzione


Il rischio sismico rappresenta uno dei principali e più delicati settori di intervento della Protezione Civile, per la complessità delle funzioni che devono essere garantite nelle diverse fasi di valutazione, prevenzione e di gestione post-terremoto. Nell’ambito del Dipartimento della Protezione Civile, l’Ufficio III – “Valutazione, Prevenzione e Mitigazione del Rischio sismico e Attività ed Opere post-emergenza” - elabora i criteri e le metodologie per la valutazione e la riduzione del rischio sismico, sviluppa le competenze tecnico-scientifiche per la previsione dell’impatto del terremoto sul territorio e opera per l’ottimizzazione degli interventi in condizioni di emergenza e di ricostruzione post-sisma. Inoltre, formula indirizzi in ordine alla classificazione sismica e alla normativa per le costruzioni in zona sismica, fornisce supporto tecnico ed assistenza alle altre amministrazioni centrali e periferiche dello Stato ed effettua il monitoraggio del territorio ai fini di una rapida determinazione delle caratteristiche e degli effetti dei terremoti.
Questi compiti vengono svolti con il supporto scientifico e operativo dei centri di competenza per il rischio sismico: INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), per gli aspetti sismologici,RELUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica) e EUCENTRE (Centro Europeo per la formazione e la ricerca in ingegneria sismica), per gli aspetti ingegneristici. Un’efficace strategia di mitigazione del rischio sismico richiede innanzitutto un costante impegno volto a migliorare le conoscenze sulle cause del fenomeno, ad approfondire gli studi sul comportamento delle strutture sottoposte alle azioni sismiche e a migliorare gli interventi in emergenza.

Il rischio sismico, infatti, oltre che al verificarsi del fenomeno fisico, è indissolubilmente legato alla presenza dell’uomo. 
Poiché non è possibile prevedere il verificarsi dei terremoti, l’unica strategia applicabile è quella di limitare gli effetti del fenomeno sull’ambiente antropizzato, attuando adeguate politiche di prevenzione e riduzione del rischio sismico.
In particolare:
- migliorando la conoscenza del fenomeno, anche attraverso il monitoraggio del territorio e valutando adeguatamente il pericolo a cui è esposto il patrimonio abitativo, la popolazione e i sistemi infrastrutturali;
- attuando politiche di riduzione della vulnerabilità dell’edilizia più antica, degli edifici “strategici” (scuole, ospedali, strutture adibite alla gestione dell’emergenza), attraverso un’ottimizzazione delle risorse utilizzate per il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio;
- aggiornando la classificazione sismica e la normativa;
- utilizzando al meglio gli strumenti ordinari di pianificazione, per conseguire nel tempo un riassetto del territorio che tenga conto del rischio sismico e per migliorare l’operatività e lo standard di gestione dell’emergenza a seguito di un terremoto;
- intervenendo sulla popolazione con una costante e incisiva azione di informazione e sensibilizzazione.