L'evoluzione morfologica del Vesuvio

Eruzione Pliniana

L'eruzione pliniana prende il nome da Plinio il Giovane che per primo ne descrisse il fenomeno. È un tipo di eruzione che si produce dai vulcani grigi, caratterizzati dall'emissione di lava molto viscosa che non fluisce dal cratere, ma si accumula alla sommità, impedendo ai gas di uscire; questo provoca l'aumento della pressione interna che porta a far esplodere parzialmente o, nei casi più disastrosi, totalmente il vulcano. Durante l'esplosione una grande colonna di ceneri, lapilli e gas detta colonna eruttiva si eleva per decine di chilometri nell'atmosfera. Terminata la spinta dei gas le ceneri e i lapilli ricadono formando colate piroclastiche devastanti per le regioni adiacenti all'eruzione.

L'eruzione Pliniana più famosa è quella del Vesuvio nel 79 d.C. che sommerse di ceneri Pompei ed Ercolano.

 

Eruzioni subpliniane

Le eruzioni subpliniane sono eruzioni esplosive con fenomenologie simili a quelle delle eruzioni pliniane, ma di energia inferiore e conseguente ridotta dispersione areale dei prodotti eruttati.

Numerose eruzioni subpliniane si sono verificate al Vesuvio nel corso degli ultimi 19.000 anni e, come le eruzioni pliniane, anche queste sono state generalmente precedute da periodi di quiescienza della durata di alcuni secoli.

Queste eruzioni sono caratterizzate da depositi di pomici e scorie da caduta marcatamente stratificati a causa del contrasto di dimensioni degli elementi costituenti il deposito. Infatti, in questi depositi, l’alternanza di livelli costituiti da elementi più grossolani e livelli con particelle più fini è comunemente interpretata come il prodotto della caduta di particelle da colonne eruttive pulsanti: colonne eruttive che variano in altezza in modo periodico nel corso dell’eruzione.

Al Vesuvio, il maggior numero di eventi chiaramente subpliniani è concentrato nel periodo di tempo tra l’eruzione di Avellino e quella del 79 d.C. I prodotti di queste eruzioni sono caratterizzati dalla prevalenza dei depositi da caduta su quelli da flusso e da surge. Questi ultimi sono generalmente confinati nelle immediate vicinanze del vulcano.

Le eruzioni subpliniane del Vesuvio, caratterizzate da importanti fasi freatomagmatiche, hanno determinato l’estrusione di volumi di magma di un ordine di grandezza inferiore rispetto alle eruzioni pliniane.